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L’idea di un viaggio in Australia era un qualcosa che ci ronzava in testa da tempo così, spinti dalla voglia di visitare una terra lontana, il 23 novembre 2016 siamo partiti per questa grande avventura. Sentivamo che
era arrivato il momento giusto per staccare dalla routine: Patrizia appena laureata ed io social media
manager, potevo permettermi di mantenere qualche lavoretto anche a distanza. Speravamo inoltre che
questa esperienza potesse essere un trampolino di lancio per il nostro blog “Scatti e Bagagli” in cui
condividiamo gli scatti migliori dei nostri viaggi accompagnandoli a consigli e informazioni.

La passione sfegatata di Patrizia per i koala ci ha portato a Port Macquarie, una cittadina a circa 400 km a
nord di Sydney dove ha sede l’unico ospedale dedicato solo ed esclusivamente al salvataggio, alla cura e
alla salvaguardia dei koala. Durante il primo mese abbiamo cercato di capire come funzionassero le cose
nella terra dei canguri adattandoci quasi all’istante al loro famoso atteggiamento “easy-going”, rilassato
diciamo. Mentre Patrizia era impegnata nel programma di volontariato al Koala Hospital, io ho trovato
lavoro in una farm di mirtilli dove successivamente anche Patrizia mi ha raggiunto. Abbiamo passato i primi
due mesi a risparmiare una piccola somma che ci permettesse di viaggiare per qualche settimana e l’1
febbraio siamo partiti da Port Macquarie sul nostro campervan Arthur. Abbiamo viaggiato verso sud lungo
tutta la costa del Nuovo Galles del Sud passando da Sydney e dalle favolose spiagge di Jervis Bay dopodiché
abbiamo attraversato il confine dello stato del Victoria e abbiamo raggiunto il punto più a sud
dell’Australia: il Wilsons Promontory. Complici alcuni problemi di motore del van, dopo sole 3 settimane
dalla partenza ci siamo dovuti fermare per trovare qualche altro lavoretto e così è iniziata la nostra
avventura da contadini. Abbiamo lavorato come “pickers” di pere, pomodori, arance, mandarini e uva per
circa due mesi tra Victoria e South Australia intervallando il lavoro a qualche viaggetto lungo la Great Ocean
Road, Melbourne e Philip Island. La parte più incredibile del viaggio è cominciata quando abbiamo iniziato
la Stuart Highway ovvero i circa 4.000 kilometri di asfalto che attraversano l’Australia da sud a nord.
Abbiamo viaggiato per centinaia di kilometri nel deserto fino a raggiungere il rosso monolite dal nome
aborigeno Uluru noto anche come Ayers Rock. Nel parco nazionale sono comprese altre formazioni
rocciose meno famose ma che ci hanno lasciato altrettanto a bocca aperta: le Kata Tjuta note anche come
Las Olgas. L’inquinamento luminoso in questi posti è inesistente infatti abbiamo potuto assistere ad albe,
tramonti e cieli stellati indescrivibili. Dopo il Red Centre siamo approdati ad Alice Springs e poi dopo
qualche giorno a Darwin. È stato bello ammirare il cambiamento della vegetazione passando dal deserto
roccioso alla ricca foresta tropicale. Da qui, approfittando della vicinanza all’Indonesia, siamo volati a Bali
per una settimana. Una volta rientrati abbiamo ripreso il viaggio verso la costa est arrivando in Queensland:
qui siamo passati da Townsville, le celeberrime Whitsundays Islands con la Grande Barriera Corallina e
Brisbane che si vanta di essere la città con il clima migliore al mondo. Con un budget striminzito ci siamo
fermati al confine tra Queensland e New South Wales per fare un’esperienza di Wwofing di due settimane
dopodiché siamo ripartiti per Byron Bay e infine di nuovo Port Macquarie dove abbiamo lavorato alla
raccolta di Avocado per gli ultimi due mesi di permanenza in Australia. Prima di rientrare in Italia il 27
settembre 2017 ci siamo goduti gli ultimi giorni a Sydney.
Abbiamo percorso in totale 25.000km, la maggior parte dei quali nel mezzo del nulla. I nostri occhi si sono
abituati a spazi ben più ampi, aperti ed intatti.
La vita in van richiede uno stile essenziale infatti ci siamo resi conto di quanto spesso ci si circonda di
oggetti o abitudini inutili. Abbiamo preferito circondarci di persone, conoscenze e amicizie con le quali
abbiamo condiviso esperienze uniche.