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Favorire l’insediamento nelle zone regionali con requisiti più ferrei.

Contraddizioni di un sistema migratorio in crisi.

Le approvazioni dei visti regionali hanno raggiunto negli ultimi tempi i minimi storici; ciò coincide e stride in parte con la nuova proposta del Governo Federale volta ad introdurre un sistema che imponga ai nuovi migranti l’obbligo di risiedere fuori dalle  grandi città per almeno 5 anni, prima di poter trasferire la propria residenza in zone non regionali.

In base ai nuovi dati pubblicati recentemente dal Governo, tra il 2017-18 i visti regionali e basati su nominazione statale non hanno superato i 36,250 posti.

John Hourigan, Presidente dell’Istituto Australiano dell’Immigrazione ha dichiarato che le restrizioni legislative recentemente imposte hanno effettivamente eliminato gradualmente parti sostanziali del sistema regionale esistente.

Visti Regionali – 187 VISA

In particolare il numero di visti approvati nell’ambito del Regional sponsored migration (187 visa) è sceso in caduta libera negli ultimi 5 anni, passando da 20,510 approvazioni del 2013 a solo 6,221 lo scorso anno.

Il recente requisito aggiuntivo dei 3 anni di esperienza lavorativa comporterà di certo ulteriori diminuzioni nel numero di visti approvati.

Tutto ciò non si allinea con le dichiarate necessità di ripopolare aree regionali con densità nettamente inferiore ai centri maggiormente popolati, come ad esempio lo stato del South Australia o del  Northern Territory. Stati che hanno anche cercato di incoraggiare la crescita demografica offrendo incentivi per nuovi arrivi di cittadini australiani o residenti permanenti.

Al momento se ci soffermiamo ad analizzare il visto regionale 187, ci sono più di 20,000 richieste da dover elaborare, con tempistiche che si stanno allungando sempre di più sfiorando nel peggiore dei casi quasi due anni di attesa (187 visa)

Sempre secondo il Sig. Hourigan, queste tempistiche estremamente lente andranno ad avere un impatto negativo sulla concessione dei visti. Soprattutto lí dove il visto è stato richiesto da fuori il paese, ossia offshore, si è assistito negli ultimi mesi a dei sistematici rifiuti delle nominations, sulla base della mancata genuinità  dell’applicazione.

Infatti come può un datore di lavoro dichiarare che ha trovato un candidato in grado di sopperire ad una critica esigenza logistica e lavorativa della propria azienda, sapendo che lo stesso lavoratore potrà iniziare a lavorare solo se il visto verrà approvato, ossia dopo circa 23 mesi! Il Dipartimento in questi casi dubita dell’effettiva necessità di impiegare il dipendente e rifiuta conseguentemente il visto.[/vc_column_text][vc_column_text]

Nomina Statale – 190 VISA

Stesso discorso vale per i visti che presuppongono una nomina Statale (190 visa).

Anche in questi casi essendo aumentato il punteggio minimo nel sistema Point Tester da 60 a 65, l’unico modo per raggiungere l’obiettivo è quello di avere un livello di Inglese proficient (ossia pari a 7 in ogni livello dell’IELTS test). Ciò determina una selezione senza precedenti e il tutto senza contare i nuovi requisiti del Labour market testing, l’abbassamento del limite di età e la necessaria esperienza lavorativa.

Il Primo Ministro Scott Morrison ha recentemente dichiarato che ci sarà un nuovo visto temporaneo per le aree regionali, che imporrà ai migranti di risiedere in quelle aree per almeno 5 anni.

Tuttavia, ha inoltre aggiunto che gli stati regionali dovranno dimostrare la capacità di offrire adeguate infrastrutture ai nuovi arrivati prima di poter approvare le nominations. Il Governo fisserà il numero massimo di visti sulla base delle richieste del mercato , ma verificherà l’adeguatezza di strutture e infrastrutture nelle aree regionali.